• Direzione&GestioneSi tratta di corsi rivolti al management delle imprese sociali di comunità sia a livello operativo che di quadri intermedi, con lo scopo di potenziare le specifiche competenze gestionali ed operative.Leggi tutto

  • Sviluppo&InnovazioneSono proposte formative orientate a sviluppare le competenze strategiche e tecnico operative necessarie per la promozione dello sviluppo delle imprese sociali di comunità, sia per quanto riguarda gli aspetti d’impresa...Leggi tutto

  • SicurezzaFra gli obblighi e le indicazioni fornite dal Testo Unico per la Sicurezza sul lavoro, di primaria importanza sono quelle che riguardano la formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Leggi Tutto

  • ServiziSi tratta di servizi integrativi alla proposta formativa vera e propria, ed hanno lo scopo di esplorare la domanda ed il bisogno formativo espressa da una organizzazione e di promuovere la progettazione specifica attorno ad eventuali peculiari domande.Leggi tutto

Nasce Coop4job: cooperazione e lavoro per dare nuove e concrete opportunità ai giovani.

Scopri il nuovo portale Coop4job, progetto nato in seno a Confcooperative con il consorzio Mestieri, Idea Lavoro, Elabora, Garanzia Giovani, CoopUp, Fondosviluppo e Federsolidarietà. Coop4Job è la traduzione concreta ed operativa che si vuole dare alla Youth Guarantee, il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, a sostegno dei giovani Neet.

Coop4Job è la chiave di accesso per le opportunità nel mondo cooperativo. E’ una opportunità per consolidare le competenze, è una proposta per avvicinarsi all’innovazione cooperativa, è aiuto alle cooperative femminili e giovanili, è soprattutto accesso agli incentivi della Garanzia Giovani.

Scopri tutto sul sito: www.coop4job.it

Coltiva l'idea giusta!

idea-giusta

Make a Change presenta la V edizione di "Il più bel lavoro del mondo",  il concorso per start  up a scopo sociale o ambientale. Come ogni anno il concorso selezionerà e supporterà le migliori idee, fino a portare il progetto vincitore a diventare vera e propria impresa sociale.

Quest’anno il concorso è dedicato a idee imprenditoriali in ambito agroalimentare ed è organizzato in partnership con Ubi Banca. 

Clicca qui per scoprire i termine e le condizioni del concorso e partecipa anche tu! 

L’Economia della Coesione nell’era della vulnerabilità

 

I cambiamenti in corso nelle modalità di produzione di valore esigono l’implementazione di nuovi modelli di sviluppo che facciano del perseguimento del ben-essere il loro obiettivo primario. Il tradizionale modello dicotomico, che riduce e confina la generazione di ricchezza all’interno del mercato e l’attuazione di policy per l’equità e la coesione sociale all’interno della sfera statuale, costituisce un freno allo sviluppo. Sempre più stringente è, infatti, la necessità di uscire da modelli di produzione del valore che contemplano una logica verticale secondo cui i soggetti for profit producono valore economico, i soggetti della società civile producono beni relazionali e le istituzioni pubbliche producono beni pubblici.

Lo scenario economico e sociale in mutamento ha messo in crisi questi tradizionali sistemi, costringendo sempre più gli attori della società a trovare nuovi meccanismi di produzione del valore. Se il mercato è inteso non meramente come luogo di scambio di beni e servizi, bensì come fattore di umanizzazione in quanto istituzione che consente ad una pluralità di soggetti di sopravvivere ed esprimersi secondo il principio della libertà di impresa, allora la fiducia, elemento fondamentale per il corretto funzionamento del mercato così inteso, va alimentata attraverso la promozione di relazioni tra singoli ma ancor più tra istituzioni (economiche e non) al fine di rinsaldare quel legame tra società civile, società politica e società commerciale in grado di produrre valore per la società ai diversi livelli.

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Per ricostruire i legami di fiducia tra persone che vivono nell’attuale passaggio d’epoca è urgente ripartire dal riposizionamento del discorso economico sulla categoria di bene comune. Beni comuni oggi sono l’ambiente, l’acqua, il territorio, ma anche la conoscenza, la biodiversità, la cultura e l’identità. Tali beni, per le loro caratteristiche proprie, necessitano di una modalità di gestione che si basi su puntuali pratiche di condivisione. In particolar modo, il modello cooperativo, che sta attraversando un momento di passaggio che ne vede l’applicazione in nuovi ambiti di attività, costituisce il modello alla base di quella che oggi va sotto il nome dieconomia della collaborazione (sharing economy). I beni della comunità, in quanto tali, devono essere gestiti attraverso modelli digovernance che includano diverse categorie di “portatori di interesse” (multistakeholdership), che oltre ad organizzare l’offerta siano in grado anche (e soprattutto) di prestare attenzione al lato della domanda intercettandone il senso a partire dai bisogni delle comunità in cui quei beni sono inseriti. Per questa ragione le organizzazioni dell’Economia Civile, che basano il loro agire sul principio di reciprocità, si candidano come principali soggetti in grado di ripensare il rapporto tra economia e società, basato sulla creazione di legame sociale.

La rilevanza delle organizzazioni dell’Economia Civile all’interno dei meccanismi di produzione di valore e il crescente ruolo che queste hanno nella gestione dei beni comuni si traduce in una crescente attenzione rispetto all’impatto sociale che tali soggetti generano con il proprio operato nei confronti delle comunità di riferimento. Il tema dell’impatto, ovvero delle ricadute e dei cambiamenti prodotti nel lungo periodo, si lega – anche all’interno della Riforma del Terzo Settore in corso – con il tema dellamisurazione dello stesso e pone le organizzazioni dell’Economia Civile davanti a sfide ed opportunità che esse non possono non cogliere. In particolar modo, la questione della misurazione dell’impatto generato si colloca nella prospettiva del passaggio da unwelfare redistributivo ad un welfare generativo e, specialmente, all’interno della riflessione sull’individuazione di una modalità di finanziamento dei servizi sociali che tenga conto dei crescenti tagli della spesa pubblica e dell’ampliamento costante della platea dei vari portatori di bisogni.

Stefano Zamagni, Presidente della Commissione Scientifica di AICCON, presenta il tema della XV edizione

La sussidiarietà circolare: Un modello sostenibile d’Innovazione Sociale ed il ruolo degli imprenditori sociali

Nell'ambito del corso di perfezionamento in Economia Civile e non profit: cultura e governance dell'impresa sociale,  il giorno 6 giugno si svolgerà un seminario con il prof Stefano Zamagni per confrontarsi sul tema dell' Economia Civile in un contesto sociale ed economico in cambiamento, in cui le realtà del terzo settore hanno la possibilità e opportunità di definire maggiormente il proprio ruolo.

Università di Milano-Bicocca
Sabato 6 giugno 2015, ore 9.30 – 12.30

Edificio U9 - Via dell’Innovazione, Milano

 

Qual è il ruolo assunto finora dal terzo settore nel sistema di gestione del welfare italiano, accanto al pubblico e al privato? Quali sono i margini di azione ancora disponibili nei quali le imprese Non Profit possono giocare un ruolo chiave per soddisfare la domanda crescente di servizi, garantendo una particolare attenzione alle persone ed ai costi?

Come sostenere progetti di innovazione sociale attraverso un modello triangolare di sussidiarietà circolare? Chi sono i tre soggetti protagonisti del cambiamento?

Un welfare all’altezza delle sue sfide postula l’intervento di tutta la società per “attenuare le sofferenze” dei cittadini e non solo di una sua parte come può essere lo Stato o il mondo delle imprese.

Se ne parla sabato 6 giugno nel seminario aperto a tutti LA SUSSIDIARIETA’ CIRCOLARE un modello sostenibile d’Innovazione Sociale ed il ruolo degli imprenditori sociali, tenuto da Stefano Zamagni, docente di economia politica dell’Università di Bologna, all’interno del corso di perfezionamento in Economia civile e non profit: cultura e governance dell'impresa sociale, promosso dal Dipartimento di Economia, Metodi Quantitativi e Strategie di Impresa, dell’Università di Milano-Bicocca

Relatore STEFANO ZAMAGNI (Università di Bologna)

Per ulteriori informazioni: economiacivile@unimib.it

Servizio Tutor Corso di Perfezionamento:

Cecilia Storti : tel. +39 3493233812

Alberto Maggioni: tel +39 3498421369

 

La reciprocità è un dare senza perdere e un prendere senza togliere”

(Stefano Zamagni)

 

Una Summer School di Economia Civile per riflettere sui pilastri di una strada economica che metta al centro la persona

La SEC-Scuola di Economia Civile lancia la I Summer School di Economia civile che si terrà da mercoledì 22 a sabato 25 luglio 2015, presso l’Abbazia di Vallombrosa (FI).

In un’epoca di passaggio come quella che viviamo, è chiara la necessità di un profondo ripensamento di alcune categorie e prassi, soprattutto in ambito economico e manageriale.

Da qui l’esigenza di individuare nuove strade.

In questo senso il richiamo alla visione economica tipicamente italiana, quella espressa dal filone di pensiero economico conosciuto come Economia civile fondata su una idea relazionale dell’essere umano, sulle virtù civili e sulla felicità pubblica, si presenta come una alternativa all’imperialismo economico dominante.

La Summer School vuole essere un’occasione per riflettere sui pilastri di questa tradizione e sulle sue prassi, sperimentando un intreccio fra vita, pensiero, natura, in un clima di reciprocità tra alunni e docenti.

 

 

Vi aspettiamo!

Docenti:

  • Leonardo Becchetti
  • Sabrina Bonomi
  • Luigino Bruni
  • Michele Dorigatti
  • Alessandra Smerilli
  • Stefano Zamagni

 

Programma: Allegato

 

Per informazioni e prenotazioni:

tel. 055/8330.400

fax 055/8330.444

tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00

segreteria@scuoladieconomiacivile.it

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