• Direzione&GestioneSi tratta di corsi rivolti al management delle imprese sociali di comunità sia a livello operativo che di quadri intermedi, con lo scopo di potenziare le specifiche competenze gestionali ed operative.Leggi tutto

  • Sviluppo&InnovazioneSono proposte formative orientate a sviluppare le competenze strategiche e tecnico operative necessarie per la promozione dello sviluppo delle imprese sociali di comunità, sia per quanto riguarda gli aspetti d’impresa...Leggi tutto

  • SicurezzaFra gli obblighi e le indicazioni fornite dal Testo Unico per la Sicurezza sul lavoro, di primaria importanza sono quelle che riguardano la formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Leggi Tutto

  • ServiziSi tratta di servizi integrativi alla proposta formativa vera e propria, ed hanno lo scopo di esplorare la domanda ed il bisogno formativo espressa da una organizzazione e di promuovere la progettazione specifica attorno ad eventuali peculiari domande.Leggi tutto

Il futuro della gig economy? È cooperativo

Non ha dubbi Paolo Venturi, direttore di Aiccon: «con la sentenza della Cassazione che impone per i riders lo stesso trattamento dei dipendenti suboridinati i grandi player che facevano profitto grazie al lavoro a basso costo vedono il proprio modello andare in crisi. Si aprono così scenari molto interessanti per il platform cooperativism che può essere la risposta passando dall'idea di low cost a quella di low price»

Anche i rider devono godere delle stesse tutele previste per il lavoro subordinato. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso di Foodora contro la sentenza con cui la Corte d'appello di Torino aveva riconosciuto a cinque ex rider parità economica rispetto ai lavoratori subordinati del settore della logistica, con tredicesima, ferie e malattie pagate. «Al verificarsi delle caratteristiche delle collaborazioni» individuate nell'articolo 2, comma 1, del Jobs Act, «la legge ricollega imperativamente l'applicazione della disciplina della subordinazione», si legge nella sentenza. Una novità che avrà un impatto importante sulla gig economy e che pone una domanda sostanziale: un modello che fa dello sfruttamento del lavoro a basso costo il proprio vantaggio competitivo è sostenibile quando quel vantaggio competitivo venisse meno? Ne abbiamo parlato con il direttore di Aiccon, Paolo Venturi. 

Qual è la grande novità che introduce questa sentenza?
Di fatto dice che non c’è una terra di mezza tra autonomi e lavoro subordinato. Non esiste una terza via. Si è arrivati al dunque. Prima ci sono state delle carte territoriali, come quelle di Bologna e Napoli, sui diritti dei riders che provavano a spingere i grandi player e migliorare al trattamento dei lavoratori. Adesso c’è addirittura una sentenza che sancisce che il trattamento, anche se vengono considerati lavoratori autonomi, deve ricalcare la tutela dei subordinati. L’orizzonte apre a due grandi sfide: una è contrattuale e l’altro imprenditoriale.

Cominciamo da quella contrattuale…
Ci sono dei passi da fare enormi dal questo punto di vista. È inutile guardare a questi lavori prescindendo dalla tipologia d’impresa. Sono aziende che nella misura in cui dovessero allineare i propri lavoratori a lavoratori tradizionali non sono più in grado di essere competitive e quindi sono persone che perderanno il lavoro. Sono modelli di business costruiti sul fatto che è l’app che gestisce le persone. Le persone sono un flusso in cui per altro la continuità lavorativa non è interessante. Una distopia che va corretta.

Quali passi?
Abbiamo i sindacati che devono aprirsi a una nuova generazione di contratti che, se da un lato devono certamente garantire una serie di elementi di tutela, dall’altro non possono essere ancorati ad un uso del tempo tradizionale. Se si va a parlare con questi lavoratori si scopre che per loro la temporaneità di questi impieghi come un valore. I sindacati sono chiamati a inventarsi nuovi contratti ibridi che cambiano filosofia e non si basa più sul paradigma del salario per tempo.

La seconda grande sfida?
Il problema si può affrontare dal punto di vista dei contratti, come dicevamo, altrimenti si deve guardare al modello di impresa. E qui un neo mutualismo può essere la risposta. Perché questo tipo di tutele si possono avere se sei socio. Si passa dall’app che gestisce le persone alle persone che sono proprietarie dell’app. Si chiama in causa fortemente, quando si parla di gig economy, il tema della governance. Una cooperativa di rider potrebbe essere la soluzione al problema. E in Europa esistono già degli esempi. Esiste la Fédération Europèenne CoopCycle a cui partecipano diverse città europee. Si va da Grenoble a Madrid, passando per Liège, Montpellier e Poitiers. Se a Bruxelles c'è la cooperativa Molenbike a Barcellona ex rider di Foodora hanno creato Mensakas mentre a Verona c’è Food4Me, una cooperativa di riders nata con il supporto di Confcooperative Verona e Cisl.

Ma perché per le grandi compagnie le tutele e il costo del lavoro diventano un problema mortale e invece per una cooperativa non sono un’obiezione alla competitività?
Il fatto di essere socio è dirimente. Naturalmente va pensato come. Ma un conto essere solo dipendenti o essere anche imprenditori. Come tutti i soci di una coop di produzione lavoro potresti avere le tutele necessarie e puntare su un modello non costruito sul low cost ma sulla logica di low price. In cui il prezzo rimane relativamente più basso e quindi concorrenziale ma non c’è sfruttamento e la battaglia sul mercato si giocherebbe sul tema dei diritti: stimolando quello che Leonardo Becchetti chiamerebbe spesa con il portafoglio. Naturalmente non basta che i rider si auto organizzino

Cosa manca?
Il cambiamento dello scenario chiama fortemente in causa la cooperazione che non può esimersi dall’essere protagonista. Il platform cooperativismo deve prendere piede: abbiamo bisogno di costruire sin da subito delle piattaforme mutualistiche che siano tecnologiche. Non esiste solo il mondo dei rider. Quello è solo un piccolo pezzetto di gig economy. Si stanno aprendo gradi possibilità e nuovi bisogni. Vanno intercettati.

Articolo Publiccato su http://www.vita.it/it/article/2020/01/29/il-futuro-della-gig-economy-e-cooperativo/153907/

Il primo Social Innovation CAMPUS in MIND

5-6 febbraio 2020, dedicato al tema “Shared City _dal gioco alla realtà"

Il Social Innovation Campus è il primo Campus italiano sull’Innovazione Sociale dedicato, nella sua prima edizione, al tema “Shared City _dal gioco alla realtà"

Un evento internazionale per coinvolgere i GIOVANI e le NUOVE GENERAZIONI DI COOPERATORI in momenti di confronto, di sperimentazione e di gioco sui temi dell’Innovazione e dell’Impatto sociale e ambientale applicati al vivere nelle nostre città.

Un appuntamento annuale dedicato alle realtà del TERZO SETTORE e dell’ECONOMIA CIVILE, START UP e IMPRESE SOCIALI, UNIVERSITA’, CENTRI DI RICERCA e IMPRESE PROFIT per condividere e approfondire nuovi scenari e tecnologie funzionali alla collaborazione, alla co-progettazione e alla creazione di soluzioni innovative per dar vita a città accoglienti, sostenibili ed efficienti per tutti.

Una grande opportunità di contaminazione tra generazioni e mondi diversi che insieme possono perseguire i 17 obiettivi di sostenibilità dell’agenda 2030 in un contesto concreto: MIND Milano Innovation District, paradigma delle città del futuro.

 

REGISTRATI ORA!

Vi invitiamo a fare la pre-iscrizione al Social Innovation Campus
al link: https://sicampus.org/

per essere aggiornatI in tempo reale sul palinsesto delle iniziative e poter prenotare le specifiche attività a cui vi piacerebbe partecipare.

VAI AL PROGRAMMA IN PROGRESS!

Potete iniziare a visualizzare il programma ancora in progress a cui si aggiungeranno nei prossimi giorni altre interesanti iniziative a questo link

32 ore non stop con format di partecipazione innovativi e un grande coinvolgimento dei giovani.

Quando: Mercoledì 5 – Giovedì 6 Febbraio 2020

Per chi:

Il Campus è una iniziativa della Social Innovation Academy di Fondazione Triulza ideata per coinvolgere:

  • Studenti delle Scuole Superiori e Universitari (Link per saperne di più)
  • Nuove generazioni di Cooperatori
  • Organizzazioni dell’Economia Civile (Link alla Call dedicata alle Cooperative)
  • Organizzazioni del Terzo Settore ed Enti Filantropici
  • Università e Centri di Ricerca
  • Aziende interessate a promuovere esperienze e modelli di innovazione con forte impatto nell’ambito sociale e ambientale.

Obiettivi del Campus

  • Coinvolgere le nuove generazioni nei processi di sviluppo e di rigenerazione urbana con approcci innovativi e attenti all’impatto sociale e ambientale.
  • Contribuire dal basso alla creazione di città accoglienti, sostenibili ed efficienti per tutti.
  • Promuovere i valori della cooperazione in ambiti legati alle nuove tecnologie e le nuove professionalità.
  • Stimolare la contaminazione e la co-progettazione tra mondi e settori diversi.
  • Orientare e scoprire il ruolo delle nuove tecnologie nei diversi ambiti d’innovazione e d’impatto sociale.
  • Creare alleanze virtuose tra cooperazione, imprese tecnologiche e organizzazioni del terzo settore.

Temi e format
Nei due giorni del Campus saranno affrontate tematiche come la finanza d’impatto, l’open innovation, i data for good, le start up e il trasferimento tecnologico nel terzo settore, le imprese sociali, la misurazione dell’impatto sociale, la partecipazione attiva dei cittadini, le relazioni sociali nelle piattaforme digitali, l’innovazione contro le diseguaglianze, la sostenibilità ambientale. Sono previsti talk con testimonianze internazionali, workshop tematici e lectio magistralis, laboratori interattivi, un Hackathon, un’area espositiva esperienziale e un’area sport e relax.
Il ricco palinsesto è in costruzione e vanta già proposte da parte di Joint Research Centre della Commissione Europea, Fondazione Cariplo e Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale.

Percorsi per la partecipazione delle Scuole

Il Social Innovation Campus si configura come un’opportunità di orientamento per gli studenti delle Scuole Secondarie di II grado, di Formazione Professionale e IFTS, di tutti gli indirizzi. Due i percorsi per le scuole:

  • Percorso Hackathon (32 ore) dedicato alle classi 4° e 5° delle scuole secondarie di II grado, 4° anno di leFP e IFTS, (deadline 20 dicembre 2019)
  • Percorso Visita esperienziale, dedicato a tutte le classi, dalle 1°, delle scuole secondarie di II grado, di formazione professionale e percorso IFTS.

Posti limitati. Partecipazione gratuita. Iscrizioni già aperte. Approfondimenti e modalità di iscrizione al link:

Chi promuove il SOCIAL INNOVATION CAMPUS

Il Campus è promosso, in partnership con Arexpo e Lendlease, dalla Social Innovation Academy di Fondazione Triulza, il cui Comitato Scientifico, presieduto dal professore Mario Calderini, è costituito da Università, Società Civile, Istituzioni Pubbliche, Imprese e tutti i protagonisti di MIND. Condividono i valori e gli obiettivi del Campus e lo sostengono in qualità di main sponsor Coopfond, Fondo Sviluppo e UBI Banca.

 

PER INFORMAZIONI SULLE MODALITA DI PARTECIPAZIONE CONTATTARE:

Fondazione Triulza: tel 02-39297777 - mail: marketing@fondazionetriulza.org

Solo per la partecipazione di Scuole e Studenti contattare: comunicazione@fondazionetriulza.org

SHARING FUTURE | XIV CONVENTION CGM

La Convention di CGM, quest’anno alla sua quattordicesima edizione, è da sempre un momento e un luogo di incontro per le cooperative e i consorzi della rete CGM, ma soprattutto per le persone che si dedicano al benessere delle nostre comunità.

Abbiamo scelto Matera come luogo simbolo della capacità trasformativa e di resilienza, aspetti che negli ultimi anni contraddistinguono l’azione delle nostre cooperative.

La forza della rete CGM è la ricchezza del bagaglio di esperienze e il patrimonio di conoscenze umane. Sono valori che diventano nel tempo giacimento minerario inestimabile, da cui partire e immaginare insieme la costruzione di una nuova dimensione di impresa sociale e cooperativa, che sia ancor più protagonista nel panorama economico e sociale del nostro paese.

Sharing Future è il titolo della Convention: condivisione degli obiettivi e del percorso futuro da seguire per diventare produttori di benessere e di opportunità, non solo fornitori di servizi.

La XIV Convention sarà l’occasione per far incontrare le persone in una dinamica di bellezza e benessere: tre giorni ricchi di contenuti, networking e anche divertimento. Siete tutti invitati a Sharing Future.

Vi aspettiamo a Matera.

SCOPRI LA CONVENTION

THE NEXT 25

Vita compie 25 anni: un’impresa editoriale nata per affiancare il non profit italiano nel suo percorso di crescita, raggiunge un traguardo importante, dimostrando la bontà dell’originaria intuizione del suo fondatore Riccardo Bonacina.
Per festeggiare il suo anniversario, fedele al suo stile, Vita guarda avanti e prova a immaginare i prossimi 25 anni.

The Next 25” è infatti il titolo assegnato alla giornata organizzata da Vita, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e in partnership con il Gruppo Unipol, che si svolgerà il 25 novembre al Teatro Franco Parenti di Milano, a partire dalle ore 15,30.
L’obiettivo è quello di immaginare insieme ad interlocutori esterni quale spazio futuro ci sarà per il non profit italiano, a partire dalle grandi questioni sociali. Ma ci chiederemo anche quale ruolo il non profit potrà giocare nel disegnare lo sviluppo del nostro Paese.
L’evento si svilupperà in tre momenti, per cercare di tracciare scenari su alcuni temi sfidanti e cruciali, come nuove visioni, in direzione più equa, per la finanza e nuove visioni per lo sviluppo urbano. Un terzo momento vedrà protagonisti gli attori di grandi organizzazioni non profit che come Vita compiono 25 anni (Banca Etica, Emergency, Forum del Terzo Settore, Progetto Arca), che cercheranno di tracciare i percorsi che le attendono.

È un pomeriggio aperto a tutti, in particolare alle associazioni che in questi anni hanno condiviso il percorso di Vita, partecipando al Comitato Editoriale.
Alla fine del pomeriggio non mancherà un momento di festa, con sorpresa...

Intervengono: Dario Di Vico, Anna Fasano, Claudia Fiaschi, Elena Granata, Rossella Miccio, Marco Morganti, Carlo Ratti, Giuseppe Sala,  Alberto Sinigallia, Pierluigi Stefanini, Stefano Zamagni.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info e prenotazioni: qui

Al via su Eppela il crowdfunding per lanciare EduGamers for kids

Da venerdì 11 ottobre su eppela.com partirà una campagna di crowdfunding per avviare "EduGamers for kids, video games e benessere digitale", progetto dedicato ai genitori in cerca di risposte ai dubbi educativi sul rapporto tra ragazzi e videogiochi.

Oggi essere genitori e migranti digitali è un bel fardello. Sono pochi quelli che si cavano d'impaccio con pieno slancio. Noi no. Noi siamo quei genitori che sono in confusione nel quotidiano confronto/scontro con i nativi digitali, con il loro nuovo modo di giocare, di pensare, di apprendere, con i loro scleri alla consolle. Noi siamo quelli inquietati dall'idea che i propri figli diventino dipendenti dai video games.

Dunque che fare? Innanzitutto non dobbiamo pensare che il gap da colmare sia troppo grosso e che in questa battaglia siamo soli. Non c'è ancora qualcuno pronto a intervenire? Allora, questo qualcuno lo dobbiamo immaginare, scovare e formare.

Potremmo riassumere così la discussione che ha portato a costruire la figura dell’EduGamer.

Ma chi è l'EduGamer?

Un educatore con spiccate capacità di gamer che aiuterà i genitori, grazie alle sue competenze eterogenee, a ridurre la distanza dai propri figli, per comprendere e comprendersi meglio. L'EduGamer giocherà online con i ragazzi e li supporterà nel loro percorso di maturazione digitale, nell'esplorazione delle abilità sviluppate dai videogiochi, nell'autoregolazione del tempo di gioco e nella scoperta di sé e delle proprie emozioni.

Matrice analogica, video games e luoghi comuni: una miscela esplosiva che rende difficile la sfida. Ma l'EduGamer darà una mano ai genitori, e a tutti coloro che hanno un ruolo educativo, per aiutarli ad andare oltre le dicerie, mettendoli in grado di orientarsi e di orientare nel mondo dei videogiochi. Per smettere di fare la figura di chi, digiuno di calcio, non capisce perché nel secondo tempo le squadre attaccano la propria porta.

Come prenotare il servizio e sostenere EduGamers for kids

A partire da venerdì 11 ottobre 2019 alle ore 10,00 fino a venerdì 8 novembre la campagna EduGamers for kids 4.0 sarà pubblicata su Eppela a questo link (attivo dall’11 ottobre).

La raccolta effettuata attraverso la prenotazione dei servizi verrà utilizzata per finanziare la parte finale della formazione del primo gruppo di EduGamers, 11 persone (5 di Torino e 6 di Roma) con le quali stiamo mettendo insieme le competenze e i saperi di due culture che sino ad oggi sembravano non potersi incontrare: quella pedagogica e quella del gaming.

Chi c'è dietro al progetto

Edugamers for kids è un progetto di Crescere Insieme, Onlus torinese attiva da oltre 40 anni nel settore dei servizi educativi. L'inizio della sua storia coincide con l’apertura della prima comunità educativa per bimbi in Italia, nel ’72. Con gli EduGamers gli interventi educativi approdano online.

Crescere Insieme ha presentato l'idea a una call della Città di Torino, accreditandosi tra i 6 destinatari di un percorso di consulenza per la costruzione di una campagna di crowdfunding da parte dell'European Crowdfunding Center. Al lavoro di costruzione del progetto, si sono aggiunte in qualità di partner due Onlus romane: Apriti Sesamo, attiva nel mondo dell'infanzia e dell'adolescenza, e Access Point, operante nel settore dell'Information Technology.

La rete di supporto

La campagna, fin dall'origine dell'idea, ha visto la manifestazione d'interesse, il sostegno e il contributo di numerosi professionisti e organizzazioni. Scoprili qui

Hanno inoltre dedicato spazio a EduGamers for kids 4.0: Quotidiano Piemontese, TorinoFan Community, Guida Bimbi, Pianeta Mamma, Massa Critica, Mestieri Lombardia, Access Point, Mamamo, Apriti Sesamo, CoachingZone, SmartBreak, Radio Città del Capo, M2 Informatica, Esportsmag

Per ulteriori informazioni:
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edugamers4kids@coopcrescereinsieme.org
+39 335 6267983

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